Vesuvius

Pâques chez Vesuvius : quand la tradition devient une expérience

Pâques est l’un de ces moments de l’année où le temps semble ralentir. Les tables se remplissent, les familles se retrouvent et la cuisine retrouve tout son sens : celui du partage. Dans ce contexte, Vesuvius propose une vision de Pâques qui va au-delà d’un simple repas, pour devenir une véritable expérience faite de goût, d’équilibre et d’attention aux détails. Une autre façon de vivre Pâques Toutes les occasions spéciales ne se ressemblent pas. Certaines demandent davantage : de l’attention, une atmosphère particulière, une vraie qualité. Chez Vesuvius, la tradition italienne rencontre une approche contemporaine de la cuisine, donnant naissance à un parcours gastronomique qui reste fidèle à ses racines tout en regardant vers l’avenir. C’est cet équilibre qui rend chaque expérience cohérente et reconnaissable, faisant de Vesuvius une référence pour ceux qui recherchent l’une des meilleures pizzerias de Suisse. Le menu de Pâques : essentiel, de saison, authentique Pour cette occasion, la proposition se construit autour d’un menu pensé pour valoriser les ingrédients et les techniques, sans excès mais avec une grande attention à l’équilibre des saveurs. On commence avec des asperges vertes accompagnées d’un œuf mollet, relevées par une poudre de pain aromatisée au citron et une crème au parmesan, apportant profondeur et douceur au plat. On poursuit avec un carré d’agneau aux herbes, servi avec une demi-glace de viande et des pommes de terre : une préparation qui évoque la tradition pascale, interprétée avec précision et respect du produit. Pour finir, la colombe de Pâques accompagnée d’une mousse au chocolat noir, une conclusion qui allie tradition et intensité, dans la continuité du parcours. La philosophie Vesuvius : qualité et identité Derrière chaque proposition se cache une vision claire : apporter en Suisse l’authenticité de la cuisine italienne, sans compromis. Né en 2022 d’une idée de Gianluca Pellegrino et Giuseppe Folgore, le projet Vesuvius repose sur des fondamentaux essentiels : des matières premières sélectionnées, un savoir-faire artisanal et une grande attention portée aux processus. Les pâtes à longue maturation, les farines moulues sur pierre et le soin apporté à chaque détail définissent l’identité du lieu. Il ne s’agit pas seulement de technique, mais de cohérence : chaque choix contribue à construire un langage reconnaissable. Deux adresses, une seule vision Vesuvius se développe à travers deux lieux, différents mais complémentaires. À Praz (Vully), l’atmosphère est plus intime et apaisante, en lien direct avec le territoire.À Neuchâtel, au sein du Casino, le cadre est plus élégant et contemporain, idéal pour les occasions spéciales. Dans les deux cas, on retrouve la même philosophie : offrir une expérience qui unit tradition italienne et sensibilité moderne. La valeur des moments spéciaux Pâques, plus que toute autre occasion, invite à ralentir et à choisir avec attention la manière de vivre son temps. La proposition de Vesuvius naît précisément de cette idée : offrir une expérience authentique, faite de plats essentiels, d’ingrédients sincères et de saveurs qui restent en mémoire. Une alternative aux propositions standardisées, pensée pour ceux qui recherchent quelque chose de plus personnel et significatif. Ce n’est pas un hasard si Vesuvius figure aujourd’hui parmi les références du secteur, étant reconnu parmi les 70 Best Restaurants with Pizzeria in the World. Une distinction qui reflète une vision précise : transformer chaque occasion en une expérience mémorable. Une invitation à vivre Pâques autrement Choisir comment passer Pâques, c’est aussi choisir le type d’expérience que l’on souhaite vivre. Qu’il s’agisse d’un repas en famille ou d’un moment plus intime, Vesuvius propose une idée de convivialité authentique, où chaque détail contribue à créer un souvenir. Car, au fond, les plus belles expériences sont celles qui parviennent à réunir simplicité, qualité et émotion.

Pasqua da Vesuvius: quando la tradizione diventa esperienza

La Pasqua è uno di quei momenti dell’anno in cui il tempo sembra rallentare. Le tavole si riempiono, le famiglie si ritrovano e il cibo torna ad avere un significato profondo: quello della condivisione. In questo contesto, Vesuvius propone un’idea di Pasqua che va oltre il semplice pranzo, trasformandolo in un’esperienza fatta di gusto, equilibrio e attenzione ai dettagli. Un modo diverso di vivere la Pasqua Non tutte le occasioni speciali sono uguali. Alcune richiedono qualcosa in più: cura, atmosfera, qualità. Da Vesuvius, la tradizione italiana incontra una visione contemporanea della cucina, dando vita a un percorso gastronomico che mantiene le radici ben salde ma guarda avanti. È questo equilibrio a rendere ogni esperienza coerente e riconoscibile, tanto da far diventare Vesuvius un punto di riferimento per chi cerca una delle migliori pizzerie in Svizzera. Il menu di Pasqua: essenziale, stagionale, autentico Per questa occasione, la proposta si sviluppa attraverso un menu pensato per valorizzare ingredienti e lavorazioni, senza eccessi ma con grande attenzione all’equilibrio dei sapori. Si parte con asparagi verdi accompagnati da uovo morbido, arricchiti da una polvere di pane aromatizzata al limone e da una crema al parmigiano, che dona profondità e rotondità al piatto. Si prosegue con un carré di agnello alle erbe, servito con demi-glace di carne e patate: una preparazione che richiama la tradizione pasquale, interpretata con precisione e rispetto della materia prima. A chiudere, la colomba pasquale con mousse al cioccolato fondente, un finale che unisce classicità e intensità, mantenendo una linea coerente con tutto il percorso. La filosofia Vesuvius: qualità e identità Dietro ogni proposta c’è una visione chiara: portare in Svizzera l’autenticità della cucina italiana, senza compromessi. Nato nel 2022 da un’idea di Gianluca Pellegrino e Giuseppe Folgore, il progetto Vesuvius si fonda su pochi elementi essenziali: materie prime selezionate, lavorazioni artigianali e grande attenzione ai processi. Gli impasti a lunga maturazione, le farine macinate a pietra e la cura per ogni dettaglio sono ciò che definisce l’identità del locale. Non è solo una questione di tecnica, ma di coerenza: ogni scelta contribuisce a costruire un linguaggio riconoscibile. Due sedi, un’unica visione Vesuvius si sviluppa in due location, diverse ma complementari. A Praz (Vully) l’atmosfera è più intima e rilassata, immersa nel territorio. A Neuchâtel, all’interno del Casinò, l’ambiente è più elegante e contemporaneo, perfetto per occasioni speciali. In entrambe le sedi si ritrova la stessa filosofia: offrire un’esperienza che unisce tradizione italiana e sensibilità moderna. Il valore dei momenti speciali La Pasqua, più di altre occasioni, invita a rallentare e a scegliere con attenzione come vivere il tempo. La proposta di Vesuvius nasce proprio da questa idea: offrire un’esperienza autentica, fatta di piatti essenziali, ingredienti veri e sapori che restano nella memoria. Un’alternativa alle soluzioni standard, pensata per chi cerca qualcosa di più personale e significativo. Non è un caso che Vesuvius sia oggi riconosciuto tra le realtà di riferimento nel panorama internazionale, inserito tra i 70 Best Restaurants with Pizzeria in the World. Un riconoscimento che riflette una visione precisa: trasformare ogni occasione in un’esperienza che lascia il segno. Un invito a vivere la Pasqua in modo diverso Scegliere come trascorrere la Pasqua significa scegliere anche il tipo di esperienza che si vuole vivere. Che si tratti di un pranzo in famiglia o di un momento più raccolto, Vesuvius propone un’idea di convivialità autentica, dove ogni dettaglio contribuisce a creare un ricordo. Perché, in fondo, le esperienze migliori sono quelle che riescono a unire semplicità, qualità e emozione.

Crocché con salsiccia, friarielli e maionese all’aglio nero e Oeil de Pedrix di Domaine Saint Sébaste: il viaggio dell’aperitivo gourmet dai vicoli di Napoli alle cantine di Neuchatel.

Il Crocchè con salsiccia, friarielli e maionese all’aglio nero di Veusviu Neuchâtel trasforma un classico dello street food napoletano in un’esperienza gourmet. La patata diventa protagonista, accogliendo ingredienti diversi che raccontano le case di Napoli: friarielli amarognoli, salsiccia succosa, maionese all’aglio nero dal gusto intenso e persistente. Ogni morso è un piccolo viaggio tra tradizione e creatività, tra croccantezza e sapori avvolgenti, dove il comfort food incontra la raffinatezza. Gianluca Pellegrino abbina questo piccolo capolavoro al rosé Oeil de Perdrix della cantina Domaine Saint Sébaste, una specialità tradizionale del cantone di Neuchâtel. Il vino, a base di Pinot Nero, è secco, fresco e vivace, con un equilibrio armonioso tra frutto e acidità. Questo lo rende ideale per sgrassare l’amarognolo dei friarielli e accompagnare la maionese all’aglio nero, creando un aperitivo elegante e gustoso. La magia di questo abbinamento sta nella complicità tra contrasto e armonia: ogni crocchè racconta Napoli con i suoi ingredienti, ogni sorso celebra il Pinot Nero, con freschezza e vivacità che restano sul palato. Un incontro perfetto tra l’anima vivace dello street food italiano e la precisione svizzera, capace di sorprendere e conquistare al primo assaggio. Vesuvius Taste Experience ti invita a un viaggio tra sapori italiani e vini svizzeri, nei suoi due locali unici: PRAZ e Neuchâtel. Scopri piatti creativi, abbinamenti sorprendenti e vini selezionati per esaltare ogni morso. Scopri i menu, prenota il tuo tavolo su www.vesuvius.ch

Un 2026 già ricco di riconoscimenti internazionali per Vesuvius Taste Experience. Intervista con il fondatore Gianluca Pellegrino.

Un 2026 già ricco di soddisfazioni. A distanza di poco tempo, due importanti riconoscimenti per Vesuvius: inserito tra i “70 Best Restaurants with Pizzeria in the World” al SIGEP 2026 di Rimini e poi lo chef Gagliano risultato tra i sei finalisti della prima edizione di La Cucina Italiana del Futuro in Svizzera, promossa da 50 Top Italy in collaborazione con Maistà. Qual è il valore di questo doppio riconoscimento per il vostro progetto? Il valore di questo doppio riconoscimento sta innanzitutto nel fatto che questi premi danno importanza a ciò che le nostre squadre stanno facendo ogni giorno. Traguardi come questi collocano Vesuvius in una dimensione nuova, prestigiosa, dove manifestazioni, enti e personalità di rilievo iniziano a parlare di noi e del nostro lavoro. È indubbiamente un segno forte di crescita, che ci conferma di essere sulla strada giusta, di avere il team giusto e che la fatica quotidiana ci sta ora ripagando anche dal lato della visibilità. Quanto contano per voi i riconoscimenti internazionali nella crescita di un progetto come Vesuvius? Vesuvius aveva già una notevole clientela internazionale, turistica e locale, ma la visibilità ottenuta con questi riconoscimenti, soprattutto quello del 70 best restaurants al Sigep, ci ha permesso di avere più visibilità a livello locale di avere, mentre a livello internazionale ci consente di far conoscere Vesuvius anche in un’ottica di espansione futura. Abbiamo sempre l’orecchio teso, pronto a cogliere nuove opportunità anche fuori dalla Svizzera…  Cosa significa per voi, personalmente e come imprenditori, vedere la cucina italiana rappresentata con successo a livello internazionale? Ci riempie di gioia e orgoglio. La nostra idea è portare avanti il concetto di tradizione e innovazione senza snaturare la nostra influenza campana, dando valore alle materie prime italiane e proponendo una cucina di alto livello che omaggia la nostra storia italiana.  Qual è stata la reazione del team quando avete saputo di essere inseriti tra i 70 Best Restaurants with Pizzeria in the World? È stata una reazione di grande stupore e immensa gioia, io stesso non me lo aspettavo. Quel premio è di tutta la squadra. È stato meraviglioso salire sul palco circondati da personaggi di spicco del panorama gastronomico italiano. Tutta la squadra era ed è ancora davvero fiera, è stato un momento di emozione pura, spontanea e collettiva. La notizia, poi, ha  avuto il giusto clamore anche sui social e il passaparola è corso veloce.  Cosa rende speciale l’approccio di Vesuvius alla pizza e alla cucina italiana rispetto ad altre realtà in Svizzera e all’estero? Più che speciale direi differente. Il nostro approccio è quello di accogliere i clienti con l’intento di inserirli in un’esperienza a 360 gradi e fargliela vivere fino in fondo. Grande valore è dato dal servizio che offriamo e da un approccio leggero, di livello ma informale, caloroso. Diamo valore a ogni dettaglio ma senza esaurire il nostro concept in una esperienza solo gastronomica, come ad esempio fanno la maggior parte dei ristoranti stellati. Noi pensiamo che si possa dare qualità e altissimo livello pur mantenendo la sensazione di trovarsi a casa tra persone di fiducia. Come si integra il talento di Roberto Gagliano nella visione più ampia del ristorante? Roberto è uno chef di altissimo livello, molto fedele alla tradizione ma capace di renderla innovativa, di dare quel tocco diverso grazie al suo estro formidabile, che è la poi la sua caratteristica principale. Il suo talento è poi supportato dalla sua squadra di cucina, e dall’avere accanto un executive chef come Giuseppe Folgore e un altro chef come il giovane Catello Vispini, nel locale di Praz. Oggi abbiamo dunque più talenti in cucina, supportati da altrettanto validi team, che portano avanti un concetto di ristorazione e cucina diverso da quello dei classici ristoranti italiani turistici all’estero, permettendo a Vesuvius di distinguersi nel panorama della ristorazione. Parliamo del piatto “Sapore di Casa” portato davanti alla giuria di 50 top italy La cucina italiana del futuro. Come nasce e quale messaggio ha voluto trasmettere Roberto Gagliano con questa proposta? L’idea di questo piatto nasce dall’intento di dire che non siamo mai troppo lontani da casa; uno può trovarsi anche altrove ma un piatto classico della tradizione napoletana come questo, seppur rivisitato, gli permette di provare la sensazione del “torno a casa e trovo la nonna che prepara pasta e patate”. La nostra è una cucina moderna, che presenta le giuste consistenze e texture portate dall’innovazione, vedi la patata viola, la spuma di provola, ma non dimentica mai cosa significa il benessere che si prova nel mangiare con chi si vuole bene all’interno delle mura della propria casa. E i piatti di Roberto questa sensazione la regalano ai clienti ogni giorno. Che ruolo hanno ingredienti italiani selezionati e tecniche tradizionali nella creazione dei vostri piatti? Hanno sicuramente un ruolo fondamentale perché alla base del nostro approccio c’è sempre l’intento di alzare ogni giorno di più l’asticella, e questo ci è consentito dall’utilizzo di materie prime di assoluto valore. I nostri fornitori ci permettono di lavorare con prodotti di altissima qualità. Il gioco sta poi nel mettere insieme questi ingredienti, usarli al meglio per dare vita a pizze e piatti che ne esaltino al massimo il valore.  Come riuscite a coniugare tradizione italiana e innovazione contemporanea nella vostra proposta gastronomica? Nel momento stesso in cui ci siamo approcciati alla cucina l’idea è stata quella di portare freschezza nel nostro menù, caratterizzarlo con una facilità di comprensione che dietro nasconde però una tecnica precisa e altissima, che si mette all’opera rivisitando di piatti e le pizze in chiavi sempre nuove.  Quali sfide avete incontrato nel portare la cucina italiana di alta qualità oltre confine? La sfida più grande è stata innanzitutto la diffidenza che un ristorante italiano all’estero all’inizio inevitabilmente incontra, dal momento che all’estero ci sono tantissimi ristoranti italiani e quasi tutti fanno cucina turistica. Si rischiava dunque di cadere nel già visto, ma siamo stati bravi a crearci una nostra identità, unica e riconoscibile. La sfida maggiore infatti è stata forse quella di superare noi

Pizza Ortolana e Malbec Merlot di Domaine La Grillette: un inverno che accende il cuore

Quando fuori il freddo invita a cercare comfort e calore, la Pizza Ortolana di PRAZ & Neuchâtel diventa un abbraccio confortante che sa di casa. Dadini di barbabietola rossa che brillano come rubini, porro croccante che aggiunge carattere, crema di carote che avvolge ogni ingrediente in un caldo abbraccio di sapore. Una pizza dal profilo invernale deciso, capace di scaldare palato e cuore ad ogni morso. Per questo abbinamento denso di sensazioni, Gianluca Pellegrino sceglie un vino che risponde col suo stesso corpo ricco e avvolgente: un Malbec-Merlot di Domaine La Grillette, prodotto nel villaggio di Cressier, nel cantone di Neuchâtel. Qui, sulle dolci colline tra i laghi, le vigne del Domaine si stendono su oltre venti ettari di terreni ricchi di calcare, sabbia e morene, dando vita a vini che raccontano il carattere luminoso del territorio. L’assemblaggio equo di 50% Malbec e 50% Merlot, affinato per mesi in barrique, regala un vino dal profilo ricco e profondo, con tannini pieni ma levigati e un finale persistente che accompagna ogni boccone. La sua struttura sostiene la pizza invernale, mentre le note speziate — pepe e frutti di bosco maturi — equilibrano la dolcezza terrosa della barbabietola e compensano l’acidità elegante del porro croccante. Un abbinamento che scalda, sorprende e racconta l’inverno con gusto: un incontro perfetto tra comfort food italiano e l’anima intensa dei vini neocastellesi. Vesuvius Taste Experience ti invita a un viaggio tra sapori italiani e vini svizzeri, nei suoi due locali unici: PRAZ e Neuchâtel. Scopri piatti creativi, abbinamenti sorprendenti e vini selezionati per esaltare ogni morso. Scopri i menu, prenota il tuo tavolo su www.vesuvius.ch

Al Casinò di Neuchâtel, celebriamo la cucina italiana nel mondo.

Per omaggiare la candidatura della cucina italiana a diventare patrimonio mondiale immateriale dell’Unesco, il 26 novembre 2025, presso la nostra sede Vesuvius all’interno del Casinò di Neuchâtel, si terrà «The Italian Cuisine Celebration», evento esclusivo di promozione della cucina italiana nel mondo. Un’iniziativa unica, con la quale vogliamo celebrare il meglio dell’italianità nel piatto, con un menù che attraversa simbolicamente l’Italia da nord a sud. Nostri ospiti d’eccezione saranno il Direttore dell’ICE Berna, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Samuele Porsia, e rappresentanti della stampa svizzera specializzata, in una serata che sarà anche aperta al pubblico e in cui le parole d’ordine saranno qualità, raffinatezza, autenticità. L’ICE svolge un ruolo fondamentale nel sostegno alle imprese italiane sui mercati esteri, e per questo la sua partecipazione all’evento sottolinea il valore culturale ed economico della gastronomia italiana e il suo ruolo strategico nell’export agroalimentare e nella promozione del Made in Italy all’estero.  Il luogo: Vesuvius Taste Experience Vesuvius Taste Experience non è una semplice pizzeria: è un concept che combina cucina italiana, design e convivialità, creato da Gianluca Pellegrino a quattro mani con il maestro pizzaiolo, anch’egli campano, Giuseppe Folgore. Il locale, situato all’interno del Casinò di Neuchâtel, unisce eleganza urbana e atmosfera rilassata, con arredi in legno, poltrone in velluto e luci calde, che evocano lo spirito dell’Italia e – in particolare – l’immagine del Vesuvio, uno dei suoi simboli più iconici Secondo la nostra filosofia, Vesuvius Taste Experience utilizza ingredienti selezionati, molti dei quali provenienti direttamente dall’Italia, per offrire ai nostri clienti un’esperienza autentica e di alta qualità.  Il menù della serata: un viaggio gastronomico lungo la penisola Per la serata del 26 novembre, il nostro chef di cucina, Roberto Gagliano, ha elaborato un percorso degustazione che celebra l’Italia unita, attraverso piatti iconici delle sue regioni. Si parte con un Arancino tipico Siciliano come benvenuto, per poi proseguire in Piemonte con il Vitello Tonnato. Giù poi fino alla Campania, con la mitica, imprescindibile Margherita, da dove si passa per lo Spaghetto al Pomodoro, omaggio all’Italia intera, per poi fare una capatina nel Lazio con l’assaggio del Piccolo Nido di Cacio e Pepe. Non stanchi, si ritorna al Nord con il famoso Risotto alla Milanese con Ossobuco, re della Lombardia, e infine ci sposta in Veneto e Friuli con un indimenticabile Tiramisù.  Insomma, un menù che più che un menù è un viaggio sensoriale che unisce storie, tradizioni e ingredienti regionali in un’esperienza coesa ed elegante. Il significato dell’evento Il menù non è un semplice menù perché la serata sarà più di una cena: sarà un’espressione culturale, un momento di celebrazione dell’identità gastronomica italiana e del suo prestigio internazionale, con la presenza dell’ICE e dei media svizzeri che rafforza l’importanza dell’enogastronomia come veicolo di diplomazia culturale e attrattiva per il Made in Italy. Grazie al design curato del nostro locale, che mescola minimalismo e calore, e alla selezione attenta dei piatti, l’evento punta a coinvolgere non solo esperti di settore ma anche appassionati di cucina e un pubblico più ampio, offrendo un’esperienza di condivisione e scoperta. Un’esperienza che, decisamente, non si può perdere. Il costo della serata è di 45chf a persona, bevande escluse. Prenota il tuo posto sul nostro sito.  

Gianluca Pellegrino: una storia che nasce per caso, si sviluppa con competenza e visione e termina con il successo.

Nel cammino di Gianluca Pellegrino la Svizzera era una tappa non prevista. Non avrebbe mai immaginato di stabilirsi qui, in un luogo che per lui era solo “Heidi e montagne” e che non conosceva affatto. Nella sua Napoli Gianluca sta bene. È giovane, lavora nella ristorazione e poi collabora anche per diversi anni con un ente che si occupa di consulenza aziendale e certificazione della qualità.  A un certo punto, gli viene proposto di fare le stagioni a Milano Marittima come maitre di un hotel, ed è proprio qui che arriva l’occasione inaspettata: gli viene proposto di lavorare in Svizzera. Gianluca accetta a scatola chiusa e arriva a Neuchatel, paesino che non ha mai neanche sentito nominare ma che subito lo conquista con la sua tranquillità e la bella vista sul lago. Qui, entrato per la prima volta nella sua vita in un casinò, viene chiamato a lavorare proprio nel ristorante del casinò di Neuchatel, dove, nel giro di poco tempo, diventa responsabile food and beverage, ruolo che lo coinvolge completamente portandolo ad occuparsi anche di aspetti amministrativi e di risorse umane. Gianluca si distingue con la sua competenza e voglia di fare e presto riceve un’altra offerta: viene chiamato dal direttore dell’hìHotel Beaulac, un 4 stelle superiore in cui gli standard vanno mantenuti altissimi, a gestire il nuovo rooftop e ristorante dell’hotel.  È un’esperienza estremamente stimolante per lui che va a completamento di un percorso di sei anni e che gli permette di rendere ancora più solide le sue competenze e acquisirne di nuove. Un’esperienza che lo porta dunque a dare forma a un grande desiderio: quello di mettersi in proprio.  Gianluca riflette a fondo su cosa vuole davvero offrire alla città che già non possiede ed è così che prende vita l’idea di Vesuvius, e cioè di un locale che parli con il linguaggio dell’autenticità. Manca a Neuchatel un posto di vera ristorazione italiana con l’offerta di una vera tradizione di pizza e Gianluca questa mancanza la intercetta subito. Nonostante ci siano diversi ristoranti italiani di buon livello, la maggior parte di questi ha un’anima prevalentemente turistica, mentre Gianluca vuole portare lì, in Svizzera, la vera pizza napoletana, da integrare con la vera cucina italiana.  Il primo Vesuvius apre in una stazione di benzina. L’idea è semplice: fare una buona pizza e sperare che vada bene. I risultati superano le aspettative: il locale ottiene subito il riconoscimento dei cittadini, i numeri salgono e lo spazio non riesce più a contenerli. Per offrire maggiore comfort, Gianluca trova dunque uno spazio più grande a Praz, nella stessa regione del Vully, cantone di Friburgo, dove la proposta va oltre la pizza, avendo il locale una cucina. Vesuvius non ha ancora uno storico nella preparazione di piatti e Gianluca deve capire come posizionarsi.  L’idea è vincente: mantenere i piatti iconici che rendono riconoscibile l’Italia all’estero ma rivisitandoli dal punto di vista della stagionalità degli ingredienti. Il successo è grande e così arriva meritatamente l’opportunità di una vita: quella di rilevare il ristorante all’interno del casinò di Neuchatel. Un luogo a cui Gianluca tiene particolarmente e che ha adorato fin dal primo momento con tutto se stesso. È lì che sente il cerchio chiudersi: sta bene e sente di essere sulla strada giusta.  Apre i battenti Vesuvius Neuchatel. Il progetto è curato alla perfezione: il locale è reso unico dagli arredi moderni e raffinati ideati da Picariello Design; la proposta del menù, che presenta pizze della tradizione e piatti di cucina italiana rivisitati, si arricchisce con un  tocco di fine dining moderno. Il risultato è la creazione di un’unica esperienza in cui il cliente mangia bene e si sente bene, sta comodo, in un bell’ambiente dove si diverte anche, grazie alla musica e allo spirito italiano che si respira.  A lungo Gianluca e il suo team lavorano per togliere dal locale l’etichetta di mero ristorante del casinò e riescono a dare a Vesuvius Neuchatel un’identità forte, assolutamente personale e riconoscibile attirando una clientela che prima non c’era, fatta anche di famiglie, lavoratori degli uffici in pausa pranzo, giovani tra i 25 e i 30 anni e raggiungendo una media di coperti decisamente elevata per un piccolo paese come Neuchatel.  La sede di Praz rimane ma non si penserebbe mai a una catena o a un franchising. Il concetto creato da Gianluca con la preziosa complicità dell’executive Giuseppe Folgore, è unico per entrambi i locali: la comodità, il carattere italiano, la qualità degli ingredienti ma le identità sono ben distinte. Vesuvius Praz e Vesuvius Neuchatel differiscono nei menù, con piatti che riflettono ognuno la propria peculiare personalità, forgiata dagli chef.  Oggi Gianluca stenta ancora a crederci di essere riuscito a creare tutto questo. Ha portato il carattere, i sapori, lo spirito del suo Paese in una terra diversa come la Svizzera con due locali in cui i clienti possono davvero sentirsi a casa. E forse anche lui, adesso, può concedersi di provare la stessa sensazione.